dalfe

And so it was! That is, the year 2020 was running …

We are living in an era in which some certainties have failed. We have been forced to review some of our life behaviors: with ourselves, with others and with the planet that hosts us.

The advent of Covid-19 or coronavirus, if you prefer, has highlighted the concept of ‘social distance’: no more close contacts, no more handshakes, no kisses and hugs, no effusions, but fears in approaching to the other, as if he were an ‘enemy’, especially if not ‘harnessed and protected’.

Collective psychosis that has struck us some more or less, but which has left indelible aftermaths in our imagination and behavior with our fellow men.

It is possible to find a remedy: at least temporarily stop and ensure a ‘livability’ that does not take us too far away from others, which ensures us an acceptable proximity, a different sensitivity and sustainability for the near future, with adequate ‘tools’, adopting color and cheerfulness , with a far-sighted look at eco-sustainability for the protection of the planet.

These were the reflections, the assumptions, the guidelines that led us to review and rethink some ‘adoptable tools’ not only in the immediate present, but with an eye to the near future.

So we looked at who on the front line, every day must be able to have ‘elements’ that contribute to safeguarding their own safety and consequently to assure the ‘neighbor’ that we are not ‘contaminating’ their safety

Have ‘aids’ that ensure ease, practicality, durability of use, an acceptable ‘sanitation’, with a limited environmental impact and recyclable.

This is how this project was born:

-the DALFE suit: breathable, elastic, light and resistant, antibacterial, antimicrobial, wearable over one’s own clothes, equipped with accessories such as: mask, pouch, bag, belt.

E cosi fu! Ovvero correva l’anno 2020…

Stiamo vivendo un’epoca in cui alcune certezze sono venute meno. Siamo stati costretti a rivedere alcuni nostri comportamenti di vita: con noi stessi, con il prossimo e con il pianeta che ci ospita.

L’avvento del Covid-19 o coronavirus che dir si voglia, ha posto in evidenza il concetto di “distanza sociale” : non più contatti ravvicinati, non più strette di mano, né baci e abbracci, né effusioni, ma timori nell’avvicinarsi all’altro, come se fosse un “nemico”, specie se non “bardato e protetto”.

Psicosi collettiva che ci ha colpito chi più chi meno, ma che ha lasciato strascichi indelebili nel nostro immaginario e nel comportamento con i nostri simili.

Porre un rimedio è possibile: tamponare almeno momentaneamente ed assicurare una “vivibilità” che non ci allontani troppo dal prossimo, che ci assicuri una prossimità accettabile, una diversa sensibilità e sostenibilità per il prossimo futuro, con “strumenti” adeguati, adottando colore ed allegria, con uno sguardo lungimirante alla eco-sostenibilità per la salvaguardia del pianeta.

Queste sono state le riflessioni, i presupposti, le linee guida che ci hanno indotto a rivedere e a ripensare alcuni “strumenti adottabili” non solo nell’immediato presente, ma con uno sguardo al futuro prossimo.

Così abbiamo guardato a chi in prima linea, ogni giorno deve poter disporre di “elementi” che contribuiscano a salvaguardare la propria sicurezza e di conseguenza ad assicurare al “vicino” che non stiamo “contaminando” la sua di sicurezza

Disporre di “ausili” che assicurino una facilità, praticità, durabilità d’uso, una “sanificazione” accettabile, con un limitato impatto ambientale e riciclabile.

Così nasce questo progetto:

-la tuta DALFE: traspirante, elastica, leggera e resistente, antibatterica, antimicrobica, indossabile sopra i propri abiti, dotata di accessori quali: mascherina, marsupio, borsa, cintura porta oggetti.